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giovedì, 17 luglio 2008
Vicè e Mimmuzzo - lettera 2 Categorie: racconti, vicè e mimmuzzo
Laggiù, mercoledì 29 agosto 2008
Carissimo Mimmuzzo,
una vasata e un'abbraccio forte forte a te mio caro amico!
È con sopraffine e sublime gioia che ho letto le tue sentitissime parole. Il cuore ancora mi piange a saperti là insieme a quei mangia polenta che manco sanno cos'è u pani 'ca meusa ma sono altresì comunque assai contento di saperti in tale splendidissima forma.
Che ti devo dire della tua amatissima Palemmo? Il sindaco, omonimo del più famoso negozio di articoli sportivi della città, continua a governare ma tanto qui, chiunque ci sia a governare, u' sapemo beni, non cambia nulla. Qui u cavuri si mori. A luglio c'è pure stato il blec aut totale per qualche giorno. Pensa che all'amica di mia mogghie, Crocifissa, gli si ammalorarono tutte le cose che lei teneva in frigo perchè rimase troppo tempo assai senza energia elettrica. Mimmuzzo: qua mi sento certo volte no nel terzo mondo... Nel quarto... Ma che dico nel quarto! Mi sento nel quinto e non se ne parla più. Certe cose io proprio non le posso tollerare. Che poi non mi sono nemmeno potuto vedere la puntata di Un Posto al Sole.
Mi è dispiaciuto molto che tu ti sia perso il Festino della Santuzza di questo anno, è stato uno spettacolo molto bello, mi mancava non averti accanto mentre scendevo dal Cassaro manciando simienza. Ma a Milano, per Santo Ambrogio, mangiano pure calia e simienza? Fammi sapere che poi magari ci organizziamo e con Concettina veniamo a trovarti e ti portiamo un poco di pasta col forno e magari magari pure una teglia di pasta chi saidde.
Il presidente Zamparino ha fatto una bella campagna acquisti, con Miccolo, detto il Romario del Salento, secondo me quest'anno sbomberermo. E poi secondo me Mr Colantuono è molto bravo. Meglio sicuramente di Guidolino che io proprio non lo tolleravo più.
Che dire mio caro amico? Aspetto sempre tue nuove, nel frattempo una vasata e un'abbraccio sentitissimi.
il tuo compare Vicè.
martedì, 15 luglio 2008
Un'altra grande verità di vita Categorie: perle di saggezza
Non bere mai una lattina di Coca Cola mentre sei seduto al pc a lavoro. Rischieresti di ruttare in faccia alla tua capa...
giovedì, 03 luglio 2008
Vicè e Mimmuzzo - lettera 1 Categorie: racconti, vicè e mimmuzzo
Riuscirò a scrivere un romanzo epistolare... Ai posteri l'ardua sentenza. Buon divertimento, arrivano Vicè e Mimmuzzo...
Lassù, venerdì 17 agosto 2007
Caro Vicè,
vossia benedica e vasamu le mani.
Ogggi mi trovo a scriverti questa mia lettera per raccontare a te un poco le mie vicissitudini in questa città che prende il nome di Milano. Che poi non ho capito bene una cosa, se la città si chiama Milano, perchè la squadra si chiama Milan senza la o finale? Chi ficiro? Se la sono lasciata da qualche parte? E' come dire se da noi il Palermo si chiamasse Palerm. Che schifiu di senso avrebbe? E perchè poi c'è pure l'altra squadrra? Quella là che ha vinto gli scudetti che hanno tolto alla Giuventus, la squadra di Moretti e Tronchetto Provero, lì, l'Interr. Perchè hanno due squadre? Non potremmo avere pure noi a sto punto avere chessò: il Palermo, il Mondello, la Sciampagneria, 'a Magione, L'Acqua ri Corsari e così via? Dovremmo fare una proposta al signor Zamparino affincchè ci doti di un'altra squadra per la nostra gloriosissima Palemmo.
Ma andiamo a noi. Mi trovo qui a lavorare. Appena arrivato ho avuto un poco il problema della lingua. Non che non capissero il mio itagliano ma proprio perchè arrivando a lavoro al cantiere ero l'unico che parlava itagliano bene dalla nasciata. Infatti tutti gli altri erano marocchini e c'è anche qualche negro. Praticamente l'unico itagliano a parte me e un altro muratore bergamasco di nome Giorgio è ovviamente l'incigniere a capo del cantiere. Ma di lui ti parlerò una altra volta che ora c'ho un poco di fretta.
Per quanto stimo la pasta al forno, ti scrivo presto una altra lettera.
Una vasata
tuo Mimmuzzo.
giovedì, 19 giugno 2008
Ricominciamo... Categorie: laiderate, cronache di vita laida

Adriano Pappalardo - Ricominciamo
Lasciami gridare,
lasciami sfogare
io senza amore non so stare...
Io non posso restare
seduto in disparte
né arte né parte
non sono capace
di stare a guardare
questi occhi di brace
e poi non provare
un brivido dentro
e correrti incontro,
gridarti ti amo...
ricominciamo.
So dove passi le notti
e' un tuo diritto
io guardo e sto zitto
ma penso di tutto
mi sveglio distrutto
però io ci provo
ti seguo, ti curo
non mollo lo giuro
perché sono nel giusto
perché io ti amo...
Ricominciamo.
Ricominciamo.
Ricominciamo.
Cosa vuoi che faccia?
Io sarò una roccia
Guai a quello che ti tocca...
So che tu ami le stelle
gettarti nell'occhio
del primo ciclone
non perdi occasione
per darti da fare
e farti valere
ma fammi il piacere
ti voglio aiutare
su fammi provare
ancora io ti amo
ricominciamo...
sabato, 07 giugno 2008
Dialogo Categorie: laiderate
Lui: Ciao, anche tu qui presto?
Lei: Eh si...
Lui: A che ora stacchi?
Lei: Mah... Dipende, devo andare dall'andrologo...
Lui: 8|
Lei: ... no no... ma è per mio padre
Lui: aaaaaah....
Lei: è che non sopporta più l'idea che ora io sia figlia ma abbia ancora il pisello...
Lui: 8O
Lei: Ma in realtà io non sono nemmeno un uomo... In realtà io sono un cavallo.
Lui: 8||||||||||||
Lei: Ma in realtà non sono neanche un cavallo. In realtà io sono una scopa.
- TONK -
Fine
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